Page 15 - 20 anni in Congo (2015)
P. 15

La gente  di Makoua  - Le  informazioni  di  questo  capitolo provengono  sia  da
                  appunti di viaggio di Madre Nazarena, scritti ad integrazione dei diari, che dalle
                  testimonianze di volontarie. Ho tentato di collegare il tutto in un capitolo possibil-
                  mente chiaro e scorrevole.


       MADRE NAZARENA
          Perché la gente di Makoua ci ha colpito così profondamente?
          Dopo qualche giorno di presenza a Makoua, il ricordo della lunga strada dissestata
       ci ha abbandonate, e l'amore per quella gente ha iniziato ad invadere il nostro cuore.
       Quando si va in terra di missione, il solo vedere realtà di povertà e bontà insieme tocca
       profondamente e si  resta segnati per sempre da un perenne interrogativo:  perché in
       Italia tanto benessere e qui c'è chi mangia una volta al giorno o anche ogni due giorni
       e solo manioca?

          Perché in Italia sono immersa in un mondo di grazie spirituali e qui c'è l'arsura delle
       cose divine pur in presenza di un profondo anelito verso Dio? Sono realtà che sconvolgono
       profondamente ed hanno il potere di cambiare la vita, di dare la forza di mettere a rischio
       tutto e vivere in pieno spirito di dedizione e di donazione il tempo che ci è stato dato dal
       Signore. Si resta colpiti dal grande senso di  dignità e dal  profondo sentimento religioso
       della gente. Sono poveri ma dignitosi, perfino solenni e discreti nel loro portamento, puliti,
       per quanto possibile, nella loro persona ed intorno alla casa, per la maggior parte fatta di
       mattoni di sabbia, tenuti insieme con fango e paglia.
          Il problema della salute è tra i più seri perché un solo medico deve rispondere alle esi-
       genze di  un territorio grande come l'Abruzzo. Diverse malattie colpiscono buona parte
       degli abitanti causate principalmente dalla scarsità di cibo ed igiene. A Makoua medici e
       medicinali sono scarsi, nonostante la presenza di  due ospedali, uno dei quali realizzato
       dall'Antoniano di  Bologna. La difficoltà vera consiste nel  modo come la cultura locale
       COI).sidera la persona malata, reietta ed abbandonata perché considerata inutile.
          La vera piaga, dopo la povertà e le malattie è la rassegnazione, ovvero la certezza
       di non poter migliorare il proprio stato sociale, una sorta di inerzia dovuta alla secolare
       sottomissione del paese alla potenza francese ed aumentata dalla recente guerra.
          Colpiscono non solo gli aspetti più crudi e vistosi della miseria assoluta, ma anche
       la contrastante e vistosa ricchezza concentrata in poche mani, quelle della élite politica
       ed economico-finanziaria, formata da un ristrettissimo numero di persone, che convi-
       vono a fianco dei tanti indigenti.

          Ciò che più mi ha colpito nella permanenza in terra di missione, oltre la bellezza
       della natura equatoriale, è lo sguardo dignitoso e altero delle donne congolesi; digni-
       tose nella loro povertà, sguardo forte che penetra nel tuo intimo per cogliere chissà
       quale sentimento. Povere ma accoglienti e generose nel donarti quel poco che hanno
       ~a che è il loro tutto, rispettose verso la Madre, la Sorella che sanno loro alleata, l 'in-
       viata di Dio. Donne africane ricche di tanti valori umani e spirituali che la civiltà del-
       1 'opulenza ha messo da parte; donne orgogliose della loro maternità che, danzano
       allegre e ringraziano Dio del figlio avuto in dono dal Cielo.
        .  La vita della donna africana è ritmata dalla danza, per ogni evento triste o gioioso
       s~ danza; il corpo e l'anima insieme esprimono sentimenti di gioia, dolore, sofferenza,
       nngraziamento, lode, adorazione, sottomissione, ammirazione.
   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19   20