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Noi  siamo  una  perfetta  unità  di  corpo  ed  ani-

                                                                  ma, ecco perché non possiamo nascondere chi

                                                                  siamo,  perché  non  possiamo  vivere  dentro  il
                                                                  corpo come una trincea.


                                                                  Il mio corpo è tempio del-
        Cosa  vede  l’altro  di  me?  Vede  il  mio  corpo,  noi   lo  Spirito  Santo,  siamo
        viviamo in uno spazio che non è attraversabile da         chiamati  a  glorificare  Dio
        altri perché c’è l’impedimento di me, là dove c’è         nel  nostro  corpo,  a  per-
        un  corpo,  c’è  un  individuo  riconoscibile,  il  corpo   mettere l’azione dello Spi-
        dice che io vivo in un tempo e in uno spazio, chi         rito Santo, la stessa azio-
        vede quel corpo dice dove sono e dice anche che           ne  che  ha  compiuto  nel
        sono  quell’individuo  riconoscibile  attraverso  la      corpo morto di Gesù, la risurrezione, esplosione
        forma esteriore di me dice come sono, come mi             della potenza dello Spirito Santo che ha pneu-
        vesto, come mi muovo.
                                                                  matizzato, spiritualizzato il corpo di Gesù, in un
        L’idea di pensare di nascondersi dentro il corpo è        modo talmente potente, che l’ha rialzato, risve-
        un  po’  l’idea  dell’adolescente.  (  vivere  il  corpo   gliarlo  dalla  morte.  Lo  spirito  compie  attività
        come una trincea). Noi siamo una unità tra corpo          spirituali: (la preghiera), la mia vita spirituale è
        e spirito, in noi c’è un dentro e un fuori e il fatto     evidente perché il mio corpo ne partecipa.
        che non so manifestare i miei sentimenti o che io         La relazione tra me e il mio corpo è declinata
        possa pensare di vivere dentro me come gli ado-           tra  due  verbi,  essere  e  avere,  io  sono  il  mio
        lescenti, pensando: “mi giudicano, ma non sanno           corpo, io ho un corpo; nel linguaggio comune
        come sono dentro,” fa capire che io sono più del          diciamo io ho un corpo che ingrassa, che dima-
        corpo, quello che sono lo manifesto fuori del cor-        grisce, che invecchia è il mio corpo e non è di

        po,  senza  filtri:  comunico  per  il  fatto  di  essere,   nessun altro, ma io non sono solo il mio corpo,
        noi siamo comunicazione.
                                                                  sono anche spirito, non posso  negare le attivi-
        Il corpo è uno spirito incarnato, io sono comuni-         tà  interiori:  pensieri,  emozioni,  preghiera,  che
        cazione di me, il me, il mio spirito, la mia anima,       aiutano  a  vivere  bene,  una  vita  serena,  vita
        l’infinito che sono io, la parte spirituale di me che     coniugale e vita consacrata. ( es: pensiamo alle
        non è visibile senza un corpo, che non esiste sen-        malattie  psicosomatiche,  al  dramma  dell’ano-
        za il corpo, io la rendo visibile attraverso il corpo:    ressia, che è una patologia dello spirito, e allo
        Se qualcuno chiedesse: si vede l’anima? Sì attra-         stesso tempo una malattia del corpo, qualcosa
        verso il corpo.                                           di fisico che ha una risonanza interiore, ciò che

        Quando  conosciamo  una  persona,  percepiamo             tocca il corpo anche tocca lo spirito).
        come è quella persona: impariamo a conoscere la
        sua anima. Il mio volto dice il mio spirito, che si
        mostra attraverso il mio corpo, quando conoscia-           Pensa ad un’esperienza della tua vita in cui il corpo ha
                                                                   avuto un ruolo rilevante sul piano comunicativo, meglio
        mo una persona abbiamo la percezione di come è             se è un episodio di accompagnamento fatto o ricevuto;
                                                                   oppure più in generale in una esperienza di incontro in
        la persona, è così che sentiamo simpatia, antipa-          comunità o altre persone. Quando il corpo ha costituito
        tia, accoglienza, diffidenza, anche se è vero che          un elemento di aiuto o di blocco comunicativo: la postu-
        la conoscenza non finisce mai.      Il corpo è uno         ra, la posizione, i gesti, i movimenti, le espressioni, la
                                                                   distanza/vicinanza, l'avvicinarsi o allontanarsi, il cammi-
        spiritio  incarnato,  il  corpo  è  una  manifestazione    nare o lo stare fermi,.
        dello spirito, una epifania dello spirito.


                                              Missionarie Dottrina Cristiana
                                                Curia Generale - L’Aquila
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