Page 1 - MDC Informa n.104
P. 1

Condividiamo una sintesi del percorso laboratoriale (online USMI nazionale) sulla comunicazione nei pro-
         cessi di accompagnamento, 5 incontri concentrati sul soggetto che accompagna. Si partirà dall’uso delle
         parole, e si continuerà sulla comunicazione nella Bibbia, parleremo del corpo che comunica, dei blocchi e
         rigidità quando la comunicazione diventa difficile, tratteremo anche della comunicazione digitale per scor-
         gere il potenziale liberante e di cura.

                                                                 Quando  si  incontra  qualcuno,  si  entra  in  riso-

                      -  PRIMA PARTE  -                          nanza con l’altro e si costruisce una cosa nuova
                                                                 tra  di  noi,  tutto  questo  crea  intersoggettività.
         PRIMO INCONTRO: L’ASCOLTO COME PRE-                     Nessuno diventa quello che è, da solo. Occorre
         SA a CARICO GENERATIVA L’ascolto è il primo             considerare  anche  la  vulnerabilità,  passare

         momento  dell’incontro  con  l’altro,  scopo  dell’a-   dall’assoluta sovranità di noi stessi alla consape-
         scolto è orientarsi verso l’altro per generare qual-    volezza della vulnerabilità come origine e desti-
         cosa di nuovo in noi, è la presa a carico di chi ci è   no. Cristo Risorto ha portato nell’eternità la pos-
         affidato.    Un  modello  biblico,  è  l’incontro  della   sibilità di essere feriti, da questa nostra vulnera-
         Vergine Maria con l’Angelo Gabriele.                    bilità nasce l’interdipendenza: il bisogno di vive-
         Noi  che  tipo di  ascolto scegliamo  in  una  società   re in comunione.
         come la attuale: iper moderna, iper individualista,     Estroversione  e  cura: bisogna uscire dalla
         iper competitiva, iper tecnologica, iper narcisista,    zona confort per prendersi cura dell’altro, avere
         iper  fluida?  Incontrarsi  risulta  difficile,  fare  lega-  movimenti di apertura, inclinazione, estroversio-
         mi, mantenere legami e le scelte. La nostra è la        ne, avvicinamento, decentramento, accoglienza,
         società  della  perfomance  (mira  all’efficienza)  ha   è questo che rende umani.
         paura del dolore, è terrorizzata dalla sofferenza.
         Bisogna  lavorare  sull’intelligenza  emozionale  e
         anche  sul  fatto  di  saper  insegnare  a  lavorare,  a

         sentirsi utili, sul poter fare qualcosa per se stessi   Coltivare  nel  vocabolario  le  parole  dell’acco-
         e per gli altri, senza assolutizzare l’efficienza, non   glienza:  vivere  l’ospitalità,  la  compagnia,  l’a-
         sempre si hanno buoni risultati, è importante an-       micizia, la pazienza.
         che educare i bambini a saper affrontare le diffi-      Ascoltare lo  spazio, ascoltare nello spazio,
         coltà, le sofferenze perché altrimenti si sentiranno    dove siamo? Dove avviene l’ascolto? Cosa dice
         sopraffatti quando arrivano le difficoltà. Noi siamo    l’ambiente?  Come  mi  muovo,  come  ti  muovi?
         comunicazione; è necessario lavorare sull’autono-       Come ci sto? Dove sei? Partire dall’altro.
         mia,  ma  ciò  non  vuol  dire  rinunciare  all’interdi-
         pendenza con gli altri, all’intersoggettività.
   1   2   3   4