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Un’altra caratteristica della Parola è la sua real- Dio è un Dio che attira al suo popolo con l’amo-
tà, cioè quello che dice realizza, mentre lo dice re, con misericordia, non è un Dio che punisce.
si realizza, vi sia la luce e la luce fu, Dio si quali- I profeti non hanno solo idee o concetti riguar-
fica come un essere di Parola. do Dio, ma vivono la Parola, percepiscono Dio
Per noi è diverso, tra “vi sia la luce e la luce fu”, come reale e presente qui ed ora e sono inve-
c’è la “e” lasciata alla nostra responsabilità ri- stiti di una missione: essere tramite della Parola
spetto a questa parola liberante, la parola si per il popolo a qui sono mandati.
realizza gradualmente, nella nostra quotidianità,
e si può considerare come di grande valore o da Il profeta deve assumere il male del paese in
scartare: perché a noi è stata affidata la re- cui è, come ha fatto Abramo per Sodoma e Go-
sponsabilità di essere i comunicatori della Parola morra, come ha fatto Mosé per gli Israeliti,
liberante e di cura, ma non i controllori della quando il popolo si è costruito il vitello d’oro,
sua efficacia, questa dipende dalla libera inizia- come ha fatto Gesù per noi: si è fatto amore
tiva di Dio, noi siamo solo i seminatori. per i propri fratelli. Ognuno di noi per la propria
consacrazione battesimale è un profeta, chia-
Un modello di comunicazione responsabile: so- mato a spostare il baricentro della propria vita
no i profeti coloro che più che ascoltatori della da noi stessi a Dio.
Parola, sono coloro che parlano in nome di Dio,
sono chiamati a vivere la stessa passione di Dio
per l’umanità, a vivere sulla propria pelle l’ur- Pensa ad un’esperienza della tua vita in cui hai percepito
genza della sua Parola. che la Parola di Dio è stata liberante e di cura all'interno
di un percorso di accompagnamento che tu hai realizza-
to o in cui tu sei stata/o accompagnata/o. È avvenuto
qualche cambio?
Il profeta è colui che
lascia a Dio l’iniziativa TERZO INCONTRO: IL CORPO CHE COMU-
della chiamata. La- NICA Cominciamo con una domanda: co-
scia che la Parola lo sa vede lo sguardo che mi guarda?
trasformi.
Sono stati scelti come privilegiati destinatari del-
la Parola di Dio, per la loro singolare esperien- Sembra una domanda banale, ma non lo è:
za, essi sono coinvolti con la loro vita nella rea- quando incontro qualcuno, chi ho incontrato? È
lizzazione della Parola. corretto dire ho incontrato un mio amico? Non è
corretto, anzi è strano dire: ho incontrato il cor-
Il profeta Osea, per esempio, è chiamato a vi- po del mio amico e quindi l’ho riconosciuto co-
vere sulla propria pelle, l’infedeltà del popolo di me il mio amico. Quando uno sguardo attraver-
Dio, attraverso l’unione con una donna infedele, sa me, il mio corpo, che cosa vede chi mi guar-
non perché Dio sia un Dio crudele, ma perché da? Vede il mio spirito, il mio corpo. Chi mi
sa che vivendo quella situazione, riuscirà a com- guarda non si fa questa domanda, ma fa un
prendere l’amore di Dio verso il suo Popolo, la percorso immediato, chi vede la persona, la ve-
sua misericordia: ciò che conta non è l’infedeltà de perché vede il corpo, sovrapponendo alla
del popolo, ma la misericordia di Dio. Osea sarà persona il suo corpo. Il corpo che vediamo co-
costretto a cambiare idea su Dio, e a cambiare munica, questo è vero, ma non è sufficiente
il suo messaggio: non più “la ridurrò in un de- perché non è il corpo che comunica di per sé,
serto,” ma la condurrò nel deserto e parlerò al ma sono io che mi offro all’altro, perché ogni
suo cuore.
comunicazione è l’offerta di me all’altro.