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Ap. 21, 3-5
         In  quest’anno  giubilare  siamo  invitate  a  vivere   Allora crediamo che ci può essere un cambio in noi?
         al passo della speranza cristiana: Dio mi ha già    Proviamo a pensare a un cambiamento di atteggia-
         donato la speranza, la capacità di vivere in que-   menti chiusi e induriti ad un attegiamento di apertu-
         sta novità.                                         ra alla grazia divina, parole e gesti che sanno di ran-
                        Tocca anche a me                     cori illogici a parole e gesti di perdono come una ri-
                                                             sposta  di  grattitudine  verso  la  misericordia  di  Dio.
                   agganciarmi alla speranza?                Come cambierebbe la nostra vita fraterna se questo
                          A noi tutte?                       fosse possibile se sapremo regalarci generosamente
         È una scelta il vivere nella speranza e riuscire a   questa possibilità.
           vedere una terra nuova e un cielo nuovo?          Cosa  fare  quando  uno  vede  persone  malcontente,
                                                             che non riescono a pronunciare parole motivante per
            Sì, è una responsabilità di ciascuna.
                                                             sè e vivono inquiete e insofferenti? Veramente poco
                                                             o  niente,  solo  loro  possono  trovare  la  speranza  in
        Precisiamo ancora: il gaudio che viene dalla spe-    Dio,  in  se  stesse  e  negli  altri,  noi  possiamo  solo
        ranza, non è euforia, non è qualcosa che funzio-     ascoltarle  e  provare  a  comprenderle  almeno  un  po’
        na senza la mia partecipazione, anzi è vivo in me    perchè se noi vogliamo dare loro le soluzioni a parti-
        nella misura in cui sono responsabile di me stes-    re  di  noi  stesse,  può  darsi  che  loro  ci  diranno  che
        sa e degli altri, specialmente davanti a circostan-  non sappiamo quello che hanno vissuto, quello che
        ze difficili che feriscono. Se non accolgo la spe-   hanno  sofferto,  ed  è  vero,  noi  non  potremmo  mai
        ranza come un dono da custodire e far vivere in      veramente metterci nei panni degli altri.
        tutto il suo splendore, divento reattiva, cercherò
        colpevoli  quando  la  vita  non  mi  sorride.  È  vero   Se mi trovo intrappolata in un malcontento cronico,
        che  la  Bibbia  ci  mostra  l’orizzonte  ultimo  della   potrei provare a chiedermi, ci sarà un altro modo di
        nostra  vita,  ma  anche  i  diversi  orizzonti  di  ogni   vedere, di pensare, di sentire e di fare? Veramente
        cosa della terra. Nel nostro pellegrinaggio, ci so-  sono gli altri i colpevoli di come mi trovo? Abbiamo
        no delle tappe da raggiungere e da superare, la      tante volte sentito che per ottenere un cambio posi-
        vita  eterna  forse  a  lungo  termine,  ma  ci  sono   tivo in noi e negli altri ci voleva la disciplina, qualche
        altre a breve termine, tante volte al giorno, dove
        bisogna permettere  a  Dio  di  risollevarci  tutte  le   batosta, qualche sofferenza, può darsi che per alcuni
        volte che le parole, i gesti, le circostanze ci feri-  è stato così, ma se proviamo solo a darci l’oppotuni-
        scono e insieme a Lui trovare parole e gesti che     tà di cambiare, senza giudicarci, solo provare a dare
        aiutano a sollevare gli animi di chi vive accanto a   un sì alla speranza che è in ciascuna di noi, amarla
        noi e percorrere questo viaggio verso l’eternità in   per poter dire in verità: “amo la gioia, amo la frater-
        maniera cosciente e consapevole. La decisione di     nità,  perciò  vedo  la  luce  quando  si  fa  buio,  vedo  il
        accogliere la speranza, va fatta tutte le volte che   bene di chi mi sta accanto nonostante le imperfezio-
        la vita me lo chiede, me lo propone o me lo esi-     ni e vedo la mia vita, bella, perché vera immagine di
        ge. Siamo fragili, i giorni trascorrono con piccoli   Dio”.  Madre M. Laura Roca
        e grandi contratempi, da un mal di testa a una
        cattiva notizia, nello stesso modo che io non so-
        no perfetta anche la vita non è perfetta e tutto il
        resto, ma avere Dio così vicino a noi, che ci ama
        e si gioca tutto per noi, che non ci giudica anzi
        che ha tutta la compassione per noi sue creatu-
        re, che pone tutta la sua speranza in noi, ci fa
        sentire bene, ci da pace, manda via lo stress.
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