Page 1 - MDC Informa n.103
P. 1
Ap. 21, 3-5
In quest’anno giubilare siamo invitate a vivere Allora crediamo che ci può essere un cambio in noi?
al passo della speranza cristiana: Dio mi ha già Proviamo a pensare a un cambiamento di atteggia-
donato la speranza, la capacità di vivere in que- menti chiusi e induriti ad un attegiamento di apertu-
sta novità. ra alla grazia divina, parole e gesti che sanno di ran-
Tocca anche a me cori illogici a parole e gesti di perdono come una ri-
sposta di grattitudine verso la misericordia di Dio.
agganciarmi alla speranza? Come cambierebbe la nostra vita fraterna se questo
A noi tutte? fosse possibile se sapremo regalarci generosamente
È una scelta il vivere nella speranza e riuscire a questa possibilità.
vedere una terra nuova e un cielo nuovo? Cosa fare quando uno vede persone malcontente,
che non riescono a pronunciare parole motivante per
Sì, è una responsabilità di ciascuna.
sè e vivono inquiete e insofferenti? Veramente poco
o niente, solo loro possono trovare la speranza in
Precisiamo ancora: il gaudio che viene dalla spe- Dio, in se stesse e negli altri, noi possiamo solo
ranza, non è euforia, non è qualcosa che funzio- ascoltarle e provare a comprenderle almeno un po’
na senza la mia partecipazione, anzi è vivo in me perchè se noi vogliamo dare loro le soluzioni a parti-
nella misura in cui sono responsabile di me stes- re di noi stesse, può darsi che loro ci diranno che
sa e degli altri, specialmente davanti a circostan- non sappiamo quello che hanno vissuto, quello che
ze difficili che feriscono. Se non accolgo la spe- hanno sofferto, ed è vero, noi non potremmo mai
ranza come un dono da custodire e far vivere in veramente metterci nei panni degli altri.
tutto il suo splendore, divento reattiva, cercherò
colpevoli quando la vita non mi sorride. È vero Se mi trovo intrappolata in un malcontento cronico,
che la Bibbia ci mostra l’orizzonte ultimo della potrei provare a chiedermi, ci sarà un altro modo di
nostra vita, ma anche i diversi orizzonti di ogni vedere, di pensare, di sentire e di fare? Veramente
cosa della terra. Nel nostro pellegrinaggio, ci so- sono gli altri i colpevoli di come mi trovo? Abbiamo
no delle tappe da raggiungere e da superare, la tante volte sentito che per ottenere un cambio posi-
vita eterna forse a lungo termine, ma ci sono tivo in noi e negli altri ci voleva la disciplina, qualche
altre a breve termine, tante volte al giorno, dove
bisogna permettere a Dio di risollevarci tutte le batosta, qualche sofferenza, può darsi che per alcuni
volte che le parole, i gesti, le circostanze ci feri- è stato così, ma se proviamo solo a darci l’oppotuni-
scono e insieme a Lui trovare parole e gesti che tà di cambiare, senza giudicarci, solo provare a dare
aiutano a sollevare gli animi di chi vive accanto a un sì alla speranza che è in ciascuna di noi, amarla
noi e percorrere questo viaggio verso l’eternità in per poter dire in verità: “amo la gioia, amo la frater-
maniera cosciente e consapevole. La decisione di nità, perciò vedo la luce quando si fa buio, vedo il
accogliere la speranza, va fatta tutte le volte che bene di chi mi sta accanto nonostante le imperfezio-
la vita me lo chiede, me lo propone o me lo esi- ni e vedo la mia vita, bella, perché vera immagine di
ge. Siamo fragili, i giorni trascorrono con piccoli Dio”. Madre M. Laura Roca
e grandi contratempi, da un mal di testa a una
cattiva notizia, nello stesso modo che io non so-
no perfetta anche la vita non è perfetta e tutto il
resto, ma avere Dio così vicino a noi, che ci ama
e si gioca tutto per noi, che non ci giudica anzi
che ha tutta la compassione per noi sue creatu-
re, che pone tutta la sua speranza in noi, ci fa
sentire bene, ci da pace, manda via lo stress.
.